In Memoriam

In memoriam

Poi rivolgendoti all’infermiera
Le chiedesti l’ora con la gentilezza di sempre
Solo detta con un sorriso
Nel momento del dolore più acuto
Quant’è lungo il tempo d’un sorriso
Più di un arcobaleno
In un reparto terminale
Nella stanza
La luce accesa di speranza
S’illumina di neon
Le parole nel contagogge
Scivolano nei tubi
Le gocce sui volti
Il silenzio è una bomba che esplode lentamente
E il suo boato tace quasi sempre
Qui svuotano il di fuori
E la calma è pesta
Come nelle chiese quando sono vuote
Ma tu hai letto è tradotto
«Il figlio di Bakunin» e sei uno dei suoi figli
La teologia di Stato
Ha le sue cattedrali ed è celebrata ogni giorno
Sul Vangelo degli schermi
L’ordine del mondo avrà anche un Dio,
Ma non è il tuo.
Nella tua poesia
Né santi, né preti,
Né un Cristo dell’ordine mondiale
Soltanto poveri cristi
L’omertà del potere ha la sua liturgia

Ed è chirurgica nel rimuovere l’anima […]